DI FRANCESCO CAMPANELLA
https://alganews.wordpress.com/
L’articolo che condivido dà delle notizie sulla vita dei migranti in Libia. Li dove li respingiamo, con la scusa di combattere il traffico di esseri umani.
È innegabile che l’arrivo di queste persone generi dei problemi da risolvere, così come è innegabile che fino adesso non ci siamo attrezzati per risolverli.
Anzi qualcuno ne approfitta per fare soldi.
Il punto è che la stragrande maggioranza di loro abbandona casa, famiglia e amici perché cerca un po’ di serenità e una vita migliore.
E finché le nostre imprese occidentali sfrutteranno le loro terre, rendendole invivibili, questo flusso non si fermerà.
E la risposta non potrà essere quella di bloccarli in #Libia o in #Turchia. A meno di non essere complici consapevoli di quello che gli succede in quei posti.
D’altro canto il fatto che ci tolgono lavoro sarebbe vero solo se si accetta come fosse eterna la situazione generata dai nostri malgoverni: mancanza di controllo sul #lavoro, enormi differenze nella distribuzione delle ricchezze prodotte. Ma a questo punto il lavoro non ci è tolto dai #migranti, ma dai cattivi governi.
E la politica che ci indica nei migranti il nemico, ha trovato in loro i perfetti capri espiatori. Per allontanare da sé l’attenzione è continuare indisturbata a non governare.
Invece noi dobbiamo chiedere il governo dei problemi: una politica che persegua la piena occupazione, una macchina statale che funzioni, un’accoglienza che non si limiti ad ospitare, ma che integri chi viene da fuori, insegnandogli lingua, leggi, regole e costumi per vivere bene nel nostro Paese.
http://m.espresso.repubblica.it/inchieste/2017/05/29/news/torture-stupri-pestaggi-ed-elettroshock-vita-inferno-mezra-lager-migranti-1.301173?refresh_ce#
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