DI MARCO CHINICÒ
Il Cristo Redentore, suo monumento simbolo. Il Corchovado e la straordinaria bellezza di un’indimenticabile vista urbana con la splendida baia. Cultura, mentalità di un popolo, tradizioni culinarie, tutta l’adrenalina che ci scatena feste, musiche e balli popolari. L’immenso senso dell’amicizia e della socializzazione, tipico di un paese in parte povero, ma che non perde mai il sorriso. Il giusto atteggiamento, approccio da tenere quando si entra e visitiamo una favelas, l’accortezza a non girare lì dentro con macchine fotografiche o altri oggetti di valore. Chiedere sempre il permesso prima di scattare una foto per raccontare la zona più povera e depressa in assoluto. Come avventurarsi e comportarsi, adottando tutte le accortezze del caso, quando si girà per la città di sera fino a notte fonda? La voglia di parlare, stringere amicizia lungo la sua celebre spiaggia, Copa Cabana, dove solo le donne si stendono per prendere il sole. Gli uomini sempre in piedi o seduti su alcune sedie disposte in modo circolare per parlare con l’amico, conoscente o turista di turno. I principali luoghi dove si svolgono maggiormente i più importanti appuntamenti di lavoro o business. Il giusto stile da sfoggiare, nonostante il posto abbastanza caldo sia in estate che in inverno, durante il quale la parola freddo è pura eresia. Stiamo parlando della città più amata del Brasile.
Notizie, caratteristiche particolari o inedite, cultura e storia popolare, stile di vita della conosciutissima città brasiliana; tutte notizie che troviamo dentro le pagine virtuali di “ThinkRio”. La prima guida online dedicata a Rio de Janeiro. Un libro che si ispira al sito I lover Rio, nato diversi anni prima. Nasce da un’idea di Riccardo Giovanni, già creatore di IloverRio.com, che ha deciso di raccontare la città carioca in modo totalmente diverso, decisamente più attraente rispetto ai canoni tradizionali. Riccardo Giovanni; due lauree in tasca, diverse esperienze negli USA, lavorando parecchio fra Boston e New York. Ha scritto questo libro digitale con la preziosa collaborazione di scrittori brasiliani, statunitensi ed Europei: tutti “inguaribili” amanti del Brasile e della sua storia. Lui stesso ci spiega il perché di questa simpatico, inedito manuale turistico: “Rio de Janeiro è una città bellissima, con spiagge, montagne e paesaggi incredibili” spiega Riccardo, “ma la vera bellezza si scopre quando si riesce a capire gli abitanti, quando si riesce ad integrarsi, anche solo un poco, con le tradizioni locali.” Il libro è scritto in inglese, e spiega molti aspetti del modo di vivere locale in una maniera semplice e facile da afferrare. Think Rio (thinkrio.com) è fornito di decine di QR Code che rimandano al contenuto digitale di ILoverRio.com, le cui 25 mila pagine continuano a crescere e ad arricchirsi. Oltre alla presenza di centinaia di proverbi ed espressioni carioca, una nota distintiva che rende la guida diversa da ogni altra, sono i suggerimenti dati sui comportamenti da tenere quando si va in spiaggia, al ristorante, nei locali notturni, quando si visitano le favelas o si è in città per fare business. Qualche esempio? Nelle spiagge di Rio non si portano asciugamani e a sdraiarsi al sole sono solo le donne. Gli uomini sono sempre in piedi, al massimo seduti, ma mai sdraiati. Non esistono sdraio, ma sedie messe in circolo perché la spiaggia è considerata un posto dove socializzare, non dove isolarsi con musica e cellulari. Consigli di buon senso e buona educazione per quando si visitano le favelas come non presentarsi con macchine fotografiche di lusso, evitare di fotografare aspetti problematici della favela, fare poche foto e chiedere sempre il permesso prima di scattare. Suggerimenti anche legati al business e al centro della città. Bisogna essere un po’ flessibili sugli orari, evitare di presentarsi nei distretti commerciali in tenuta da mare, magari con i sandali ed evitare accostamenti pacchiani che rimandino alla bandiera del Brasile del tipo giacche verdi e cravatte gialle. Pensieri anche per capire lo spirito amichevole e ottimista degli abitanti di Rio che al ristorante chiamano il cameriere “fratello” o “campione” e per i quali la parola “no,” quasi non esiste: un prodotto non è mai “indisponibile,” ma “arriverà a giorni”.
Riccardo conclude la sua dettagliata spiegazione con una piccola riflessione da tramandare ai futuri lettori del sua neo creatura: “I Carioca, come si chiamano gli abitanti di Rio, sono un popolo che credo abbia scoperto una filosofia di vita magica, dove l’integrazione culturale, la famiglia, gli amici, l’amore, la musica, il buon umore e l’ottimismo diventano un soluzione ai tanti problemi della nostra epoca. Credo che se tutto il mondo fosse un pochino più carioca, forse vivremmo in un mondo migliore”.
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