DI FAUSTO PELLECCHIA
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“Un’istruzione così fighissimamente smart rientra perfettamente nei canoni della superficialità culturale che fa il paio con il fastidio per i “professoroni” e la cultura in generale. L’idea che per raggiungere i propri obbiettivi conti più la furbizia o la velocità di esecuzione piuttosto della densità di pensiero è ormai un dogma di questo decennio e applicare questo (brutto) trend alla scuola non è proprio una grande idea. No.”
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