DI GIULIO CAVALLI
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Questo è il manifesto affisso a firma “Noi con Salvini” a Giffoni Valle Piana.
“Ha reso grande l’Italia e faceva lavorare tutti, perché nella patria non dovevano esistere parassiti”, dice.
Si chiude con un chiaro post scriptum: “L’onorevole Fiano è avvisato: accettiamo querele per l’apologia del fascismo, Guido Carpinelli già consigliere provinciale con An”.
Dice (è una notizia che ciclicamente si rimette a circolare) che il fascismo ci “ha dato le pensioni”. Ma è falso: la pensione sociale, tuttavia, è istituita solo nel 1969—ossia a 24 anni dalla morte di Mussolini e la creazione della Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai è del 1898.
Dice che “LUI” ha fatto una legge per gli invalidi omettendo il numero degli invalidi (e morti) che Mussolini e i suoi amichetti (soprattutto il tedesco con i baffi) ha provocato.
Insomma: al solito infila una serie di castronerie. Solo che questa volta le appendono al muro, con una chiara e deliberata modalità promozionale e elettorale.
E Salvini, intanto, promette querela a chi lo definisce canaglia razzista. In effetti che sia una canaglia, solo una canaglia, ne possiamo parlare.
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