DI NELLO BALZANO
È all’ordine di tutti i giorni leggere di imprese che licenziano per vari motivi e non sempre la crisi economica è la giustificazione, anzi.
Abbiamo visto come questo Paese ha gestito le difficoltà economiche nel mondo del lavoro, quali provvedimenti siano stati presi dai governi che si sono succeduti dal 2010 in poi, nessun investimento, nemmeno il famigerato Jobs Act, 26 miliardi a vantaggio delle imprese a patto di assunzioni con il contratto a “tutele crescenti”, insomma, stile ‘Totò truffa 62’, dove il grande principe della risata pagava allo sfasciacarrozze lo stipendio per il figlio del commissario di polizia, vittima di un suo raggiro.
Quindi dalla ministro Fornero in avanti tutto un susseguirsi di norme per la liberalizzazione dei licenziamenti, degli orari facciamo alla un po’ come garba al datore, dei voucher, dei subappalti …
Sarebbe stata normale ed auspicabile una levata di scudi dei sindacati, ma qualcuno l’ha vista? 7 anni di gestione Susanna Camusso, 0 (zero) scioperi generali o di comparto, persino i metalmeccanici di Landini non hanno più reagito, si cerca di capire il perché e ti accorgi che dalla fine del 2010 il PD è al sostegno di tutti i governi, in pratica si può leggere come “non disturbiamo i manovratori”.
In questo clima potevano i social diventati ormai uno strumento in mano di molti, grazie soprattutto alla tecnologia che ne ha semplificato l’utilizzo, trascurare questa discussione? Certo che no, anzi ormai la lotta si fa con i cellulari, si postano link di questo o quel datore di lavoro che ha licenziato, ha maltrattato i suoi dipendenti, e non lo fanno solo le persone comuni, anche i partiti politici, il risultato qual è? Utenti che si insultano e si scannano virtualmente, nel difendere i due fronti, insomma ha vinto il liberismo all’americana, quello delle asssunzioni e licenziamenti facili, a parte che le prime da noi sono un miraggio.
Non fa più notizia allora la catena di fast food del centro Italia “Porca vacca” che avrebbe licenziato gli iscritti al sindacato, perché si sono permessi di scioperare a fronte di soprusi, o perché “pretendevano” un cambio turno, non un permesso, in occasione di un problema familiare.
Caro lavoratore, è finita la solidarietà tra noi, oggi il tuo licenziamento diventa un’opportunità per altri, lo ha deciso la Politica, lo ha votato a grande maggioranza la platea di Facebook.
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