DI ENNIO REMONDINO
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Al presidente americano hanno raccomandato di sostituire i militari statunitensi in Afghanistan con mercenari. Steve Bannon e il genero del presidente Jared Kushner i sostenitori dell’utilizzo delle compagnie militari private.
Oltre ad abusi, crimini e violazioni dei diritti umani, frodi e corruzione in Iraq e Afghanistan hanno portato allo spreco di ben 60 miliardi di dollari.
La privatizzazione delle guerre
Steve Bannon e il genero del presidente Jared Kushner gli sponsor interni alla Casa Bianca. Poi i diretti interessati. Erik Prince, il fondatore della compagnia militare privata americana Academi (Blackwater), sostiene che l’uso di strutture private di sicurezza in Afghanistan, sarebbe “più economico e più efficiente dell’esercito”.
Peccato che nella memoria del popolo afghano (e del mondo), Blackwater sia sinonimo di crudeltà. Una volta non solo hanno ucciso persone innocenti inermi, ma gestivano anche prigioni segrete speciali in cui le persone venivano torturate nelle forme più crudeli.
In Iraq, lo scontro con lo Stato Islamico ha chiesto personale privato per addestramento e supporto di forze armate e di sicurezza. Nello stesso periodo, le truppe statunitensi nel Paese è passato da 2.300 a 3.700. Rapporto tra contractors e soldati, 1 ogni 9,2 militari. Ma nel pieno delle guerre il rapporto era arrivato attorno all’ 1:1, mentre nella guerra del Vietnam, ribattezzata da Business Week come prima “guerra a contratto”, era di 1 ‘civile’ ogni 5 militari. Nella Prima guerra del Golfo 1 “civile” ogni 60 soldati; in Bosnia 1:10, in Kosovo 1:2.
Contractors 2.0
Secondo il Financial Times la Casa Bianca sta valutando il progetto di inviare in Afghanistan un esercito privato con circa 5mila veterani che hanno prestato servizio nei più importanti reparti speciali e corpi d’èlite statunitensi, britannici, francesi, sudafricani, australiani e di altri paesi europei. Uomini retribuiti 500/600 dollari al giorno per operare aggregati ai battaglioni afghani (kandak) in prima linea per turni di tre mesi seguiti da due mesi di pausa, specifica Pietro Orizio in Analisi Difesa.
Il piano viene proposto come alternativa all’invio in Afghanistan di altri 3.900 soldati statunitensi autorizzato dall’amministrazione Trump a rinforzo degli 8.500 militari Usa già presenti nel Paese accanto ad altri 5 mila militari alleati, tra i quali un migliaio di italiani. Washington, per sostenere la missione a Kabul e appoggiare e addestrare le forze afghane, spende ogni anno circa 45 miliardi di dollari destinati a crescere ad almeno 50 con l’invio dei rinforzi mentre l’esercito di contractors viene offerto a 10 miliardi annui per un contratto biennale.

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http://www.remocontro.it/2017/08/11/contractors-usa-guerre-appalto-afghanistan-iraq/

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