DI BEBO MORONI
Il ragazzo di colore entra nella rosticceria, è altissimo ed elegante: Parla malissimo italiano, è gentile. Io tento di dipanare la situazione con l’inglese, ma lui vuole parlare in italiano. Ha anelli e anelli di braccialetti, piccole cose da spiaggia da vendere. Ma non vuole vendere nulla, vuole un bicchiere d’acqua, e vuole parlare. Mi mette accanto a se, diritto, per farmi vedere quanto è alto. Tutti ridono, stasera Roma non sembra una città esasperata, sembra la Roma accogliente di qualche anno fa (parecchi anni fa). Questo pezzettino di Roma. Mi dice che è nigeriano e che è stato torturato, gli chiedo perché, mi fa vedere i segni sulla schiena e poi tira fuori dal collo della maglietta i pendaglietti legati alla catenina: un crocefisso e una falce e martello. Annuisco rattristato. Mi dà un bacetto sulla guancia e mi mette al polso un braccialetto di perline con i colori rasta. Esce sorridente salutando tutti.
Ecco, adesso odiate anche lui. Se ci riuscite.
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