DI CLAUDIA BALDINI
Cari genitori,
non fatevi attrarre dallo specchietto dell’anno in meno. La scuola italiana non ha le strutture per ridurre i tempi. Da anni e anni non si discute di didattica, il culmine l’abbiamo avuto con la Buona Scuola, ma è da anni che ogni scuola fa la sua sperimentazione. Poi la stessa scuola chiede di continuare, in assenza di risposta si va avanti. Pensate un pò. Ma nessuno controlla e verifica i risultati.
Noi abbiamo : scuole ghetto, le professionali che, anche se mettono il nome Liceo, non cambia nulla, perchè ci vanno i ragazzi meno bravi che non hanno volontà di studiare, su stesso consiglio degli insegnanti delle medie.
Come si è giunti dai Professionali seri e ben inseriti sul territorio a questa roba?
Se non mi credete chiedete a qualche insegnante. Io conosco un insegnante che ha preferito scegliere l’insegnamento in carcere piuttosto che continuare in un professionale dove spesso è impossibile tenere in classe i ragazzi.
Si è giunti a ciò proprio con l’idea di ammassare una serie di nozioni, tante, troppe, aggiunte alle cose già fatte, non sfrondate e non integrate.
Fin dalle medie. E solo i ragazzi che studierebbero comunque o per passione o per senso del dovere arrivano a livelli sufficienti.
Si perdono già alle medie tutti quei ragazzini che non hanno aiuto in casa. ‘Studia da qui a lì.’ Compiti di cui il più delle volte non riescono nemmeno a capire il testo.
Poi alla fine una pattona per uscire non la si nega a nessuno. Ed è pure giusto, perchè non li abbiamo nè motivati, nè seguiti, nè recuperati subito nelle carenze.
Ora, se voi andate all’estero a vedere come sono organizzati, dovreste smettere di credere alle favole. I ragazzi alla fine non sono più preparati dei nostri bravi, perchè sono meno gli argomenti, meno soprattutto quelle materie che aiutano a dare un pensiero critico al ragazzo. Però dovrebbe essere questo il primo compito della scuola. E’ inevitabile che con la struttura italiana e togliendo un anno,si finisca per penalizzare le materie tipo Diritto, Geografia, Storia dell’Arte ecc, quelle che nell’indirizzo specifico della scuola hanno meno ore e meno peso sulla valutazione.
In Europa (lascio perdere la Svezia perchè è eccellenza inarrivabile con 5 anni di secondaria) fanno i 4 anni , ma come? Intanto la scuola è aperta dal mattino a sera con mensa. Poi laboratori attrezzati che ce li sogniamo. Poi stanze dedicate alle iniziative culturali dei ragazzi. Poi insegnanti lì tutta la giornata, che sono presenti, fanno la correzione compiti a scuola, le riunioni, ma anche recupero continuo dei ragazzi in difficoltà.
Signori io visto un insegnante di informatica in Germania, che correggeva i compiti. Bene lo faceva insieme ai ragazzi uno per uno e alla fine il voto era accettato. L’insegnante sta a scuola, ma anche i ragazzi sono a scuola. E quello è tempo comune.
C’è un piccolo piccolissimo problema: non ci sono precari, si accede per titoli e concorso, non certo per chiamata diretta, se non per supplenze malattia; gli insegnanti migliori, con più esperienza vanno nelle scuole o classi peggiori. Ed infine un insegnante dopo il periodo di prova di un semestre di solito confermato, guadagna almeno tre volte i nostri di ruolo dopo 10 anni.
E allora? Quattro anni come? Lasciando indietro più ragazzi. Come è sempre avvenuto qui. C’è il rischio reale che molti ragazzi ci stiano 6 anni dentro la secondaria.
Mio parere personale: si vogliono ridurre le spese. Si licenzieranno altri insegnanti che ora invece assumeranno. Tanto col sistema dei soprannumerari è semplice.
Sarà una corsa al voto. Non sarà scuola, men che meno potrà insegnare a ragionare.
E aumenteranno i ghetti. Fa molto comodo ad una società capitalista liberista avere meno gente che sia in grado di leggere dietro le parole.
Viene spontanea una battutaccia: non sarà che il ministro Fedeli ha pensato che se lei è giunta a fare il ministro con tre anni di una scuola di niente, possa andar bene per tutti?
Ma voi pensateci e fidatevi delle lotte degli insegnanti.
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