DI VANNI ZAGNOLI
Tre giorni per conquistare un podio, ai mondiali di atletica leggera. Londra può peggiorare Pechino, l’Italia rischia di chiudere senza medaglie e neanche in doppia cifra di punti, considerando i primi 8 delle gare. La base mancano, le punte tradiscono.
Alessia Trost non va in finale di salto in alto, esce anche Erika Furlani (mamma senegalese), a 1,85, 28^. La pordenonese non ha problemi all’ingresso a 1,80 e neppure alla misura superiore, sbaglia due volte a 1,89. Il caricamento e l’elasticità non sono degni di un argento europeo indoor: alla terza passa e scarica la tensione. Serve l’1,92, Ruth Betia ce la fa all’ultimo tentativo, Alessia tocca l’asticella di quel tanto che basta per abbatterla e sarà consolata proprio dalla parlamentare spagnola.
“Traspare l’instabilità tecnica – confessa Trost, 19^ -. Ho molto da sistemare, in genere passavo ogni salto al primo tentativo. Nel secondo a 1,89 risalto utilizzando le cosce, nel terzo uso i piedi. Ho problemi a riproporre lo stesso salto e definire la traiettoria di rincorsa. È un momento di assestamento, ma presentarsi così non è bello e non è decoroso”. L’eredità di Gianfranco Chessa, scomparso di recente, porta rischi eclatanti, Marco Tamberi ha successo come allenatore del figlio Gianmarco, per ora non con la friulana, unica di podio per il Nordest. “Sono andata meglio nella prima parte di stagione che nella seconda, è un momento di assestamento. Comunque non è decoroso presentarsi così al mondiale”. Ha senso stravolgere la tecnica, a 24 anni?
Valeva la finale degli 800 la 34enne Yusneysi Santiusti, si stacca nel rettilineo, nelle batterie è 34.: “Nella mia – racconta la cubana dell’assindustria Padova -, avevo il 4° tempo. Ho pasticciato ai 200 metri. Sto bene, puntavo a passare, il 2’2” è una figuraccia”.
Sui 200, l’azerbaigiano di Turchia beffa Van Niekerk, che non eguaglia Michael Johnson nella doppietta 200-400, eppure è felice. Si allena a Gemona del Friuli, con la zia 75enne. Manca la finale per 11 centesimi la bulgara Lalova, moglie di Collio. Doppia doppietta americana, nel triplo e nei 400 ostacoli donne.
LE FINALI. 400 hs: Kori Carter (Usa) 53”07, Muhammad (Usa), Tracey (Gia). Triplo: Christian Taylor (Usa) 17,68, Claye (Usa) 17,63, Evora (Por). 200: Ramil Guliyev (Tur) 20”09, Van Niekerk (Sudaf), Richards (Tri) 20”11.
OGGI. Alle 12,15 (Raisport, 27 e 58 dt) le qualificazioni dell’alto, con Tamberi, e il decathlon. Dalle 20,10 il lungo femminile; alle 20,35 le semifinali degli 800 donne; ore 21,30 (Rai2) il martello con Marco Lingua, 39 anni. Alle 22,25 i 3mila siepi d, ore 22,50 200 d.
MEDAGLIERE. Usa 19 (6 ori, 7 argenti, 6 bronzi), Kenya 7 (3, 1, 3); Sudafrica 5, Cina e Polonia 4..
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