DI CORRADO GIUSTINIANI
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Titolava in prima pagina il Corriere della Sera di stamattina: “I vescovi alle Ong: rispettate le leggi contro gli scafisti”. E La Stampa: “La svolta della Chiesa sui migranti”. Esattamente, in che consiste la svolta? Cos’ha detto l’astuto cardinale Gualtiero Bassetti, neo presidente della Cei, la Conferenza dei vescovi italiani?
Trascrivo per comodità il resoconto di Repubblica. Dopo aver ribadito “il più netto rifiuto a ogni forma di schiavitù moderna”, di fronte “alla piaga aberrante della tratta di esseri umani” il cardinale rivendica “con altrettanto vigore la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge. Proprio per difendere l’interesse del più debole, non possiamo correre il rischio – neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità – di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana”.
Bassetti ha poi sottolineato che questa sfida “va affrontata con una profonda consapevolezza, grande coraggio e immensa carità”. Tre elementi che però “non bisogna mai disgiungere dalla dimensione della responsabilità. Responsabilità verso chi soffre e chi fugge; responsabilità verso chi accoglie e porge la mano”.
Ora: Bassetti ha forse sostenuto che tutte le Ong debbono sottoscrivere il codice di comportamento Minniti, con uomini armati a bordo e divieto di trasbordare i migranti su navi più grandi, di modo che se su un barcone ci sono più persone di quelle che la nave Ong può trasportare, devi scegliere chi salvare e chi far annegare? In teoria no: ha detto che bisogna rispettare la legge, e il codice non è una legge, e nemmeno un regolamento perché non deriva da una legge primaria, come ha osservato l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi). Quindi è una forzatura anche il titolo del Fatto: “Ong, il capo dei vescovi si schiera con Minniti”.
Non c’è dubbio che le Ong debbono rispettare le leggi: ma occorre sapere quali. Devo dire, però, che è pesantemente equivoca, e assai poco cristiana, la frase secondo cui chi salva “non deve fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti”. Se il pretesto è falso, vuol dire che è falso, punto. Se invece si collabora con i trafficanti, e per giunta a scopo di lucro, allora si che si infrange la legge. Vedremo se questo reato verrà concretamente accertato dall’inchiesta di Trapani che per ora, per dirla con le parole di Famiglia Cristiana, appare come una caccia alle streghe. Ma gli inquirenti avranno certo delle carte importanti in mano, e arriveranno di sicuro a condannare qualcuno per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Altrimenti ci copriremmo di ridicolo persino sul piano internazionale.
Dai a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, si barcamena (verbo mai più adatto) il cardinale Bassetti. Ma se hai “immensa carità”, quelle persone devi pure salvarle, e non ricacciarle nell’inferno libico. Questo, il capo dei vescovi italiani, si è dimenticato di precisarlo.
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