DI SILVESTRO MONTANARO
Finalmente! Un appello, sottoscritto da un pugno di intellettuali e da frammenti della sinistra italiana, denuncia la carneficina scelta nell’affrontare il problema immigrazione. Perchè di questo si tratta. L’Europa, ora il nostro governo, hanno rifiutato di fare i conti con quanto accade nel Mediterraneo e nel Sahel. Hanno eretto nuovi muri, apparentemente invisibili, ma muri, cemento del rifiuto, premessa di morte.
Siamo oramai al reato di aiuto umanitario. Sotto inchiesta ci sono le organizzazioni umanitarie di soccorso, chi soccorre umanità sofferente.
E’ stato inquisito persino un prete. La sua colpa era avvisare le navi dei soccorsi della partenza dei gommoni. Una vicenda esemplare di quanto sia grave la situazione e del rifiuto di fare i conti con le radici del problema. Che reato è avvisare che gente si mette in mare in condizioni di pericolo? Che reato è ricevere questi messaggi ed accorrere? Dovrebbe essere normale avere corridoi umanitari, offrire sicurezza di viaggio a chi fugge da guerre e da miseria senza limiti.
Va detto che il prete in questione, lo faceva dall’Eritrea. Conoscono i leader europei ed italiani cosa accade da quelle parti? Conoscono i massacri cui è sottoposta parte di quelle popolazioni? Conoscono le prigioni lager in cui sono rinchiusi gli oppositori di quei regimi? Ma si, li conoscono, ma preferiscono chiudere gli occhi perchè con quei regimi fanno affari!
E che significa collaborare con la Guardia Costiera libica per bloccare i barconi? Tutti sanno come elementi di spicco di quest’ultima siano a capo dei traffici. Tutti sanno che i profughi riportati in Libia finiranno in autentici lager dove saranno torturati e le donne stuprate. Chi viene respinto alla frontiera meridionale della Libia morirà nel deserto. Chi arriva dalla Libia, paese nelle mani di milizie armate, va considerato profugo di guerra, senza se e senza ma!
Purtroppo l’appello ha il limite dell’intero ragionamento sbagliato che si fa sul problema. Si limita a dire che bisogna accogliere, ma non fa i conti con i limiti dell’accoglienza europea, con il disagio della nostra gente rimasta da sola ad affrontare il problema e , soprattutto, con le questioni di fondo di questi spostamenti di popolazione dall’Africa.
Va posta con forza la questione del nuovo colonialismo che subiscono tante nazioni africane. Stati, finanza, multinazionali di paesi europei e non solo, continuano a negare futuro a quelle popolazioni e a mantenerle in condizioni di miseria ed oppressione. Questa gente vorrebbe vivere a casa propria. Senza giustizia, niente cambierà. Dovranno fuggire, in ogni modo.
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