DI CLAUDIA PEPE
Antonio De Nardis, insegnante di L2 in Trentino, ci ha illustrato in un articolo edito dalla “Tecnica della Scuola” il modello scuola adottato dalla regione autonoma e cosa da non sottovalutare, lo stipendio da loro recepito. 2000 euro al mese. De Nardis fa un’attenta disamina, quasi una solerte predicozza ai noi insegnanti” italiani “sul perché loro hanno uno stipendio più alto del nostro. Così dice il Professore:” Io sono sicuro che questo modello nel resto d’Italia incontrerebbe molto malcontento e molte riserve. Sicuramente ci sarebbero difficoltà nei primi tempi perché comporta accettare un totale sradicamento dei canonici tempi scuola con cui tutti siamo cresciuti e che conosciamo. Questo è un sistema che comporta molto lavoro in più, oltre il già tanto lavoro che c’è da fare normalmente. Questo sistema comporta che si sta molto, ma molto di più a scuola, soprattutto di pomeriggio. Diventa in pratica di più di un lavoro a tempo pieno. Questo lavoro in più è così descritto, e non so perché mi sembra di riconoscere una mia giornata di lavoro. Ma leggiamo:”Il contratto provinciale prevede più obblighi del contratto nazionale. Ad esempio, il contratto è da 18 ore, ma con 2 ore in più da prestare eventualmente per supplenze. Inoltre, tutti i docenti altoatesini devono prestare ben 220 ore annue come attività funzionali all’insegnamento, a differenza del resto del Paese in cui si svolgono 40 + 40 ore. In queste 220 ore ricadono consigli di classe, consigli di plesso, collegi docenti, programmazioni settimanali di dipartimento (la cosiddetta Fachgruppe, 34 ore annuali), le ore annuali dei corsi di aggiornamento obbligatorie, le udienze dei genitori. Per non dimenticare delle sorveglianze obbligatorie da svolgere: sorveglianza all’ingresso dei ragazzi, sorveglianza durante la pausa e sorveglianza durante il servizio mensa. Oltre tutto ciò, va detto che qui esiste una sorta di organico funzionale. I docenti non esauriscono tutto il monte ore settimanale in lezioni frontali, ma una parte viene anche riservata per offrire corsi facoltativi opzionali (Wahlfach) e corsi della quota obbligatoria opzionale (Wahlpflichtfach). Senza entrare in troppi dettagli diciamo che si tratta di ore utilizzate per attività di compresenza e di progetto, attività che richiedono sempre un notevole impegno aggiuntivo per essere ideate e programmate.
Caro Professor De Nardis, chi le scrive è un’insegnante che insegna Musica e Sostegno della Scuola secondaria di I Grado. Dalla sua disquisizione immagino che Lei non abbia mai insegnato nelle scuole di tutta Italia, o perlomeno nelle province. Il precariato forse l’ha conosciuto poco e il modello “Buona Scuola”, per lei sia solo un “Modello Giuditta”. Sono contenta per Lei, per la sua realizzazione, ma vorrei illustrarle il nostro sistema scolastico. Lei parla del vostro impegno pomeridiano. Mi permetta di dirle che noi qui in Italia nel pomeriggio, non andiamo al mare, e nemmeno al Club degli Insegnanti anonimi, ma di solito, lavoriamo quanto Lei. Di solito io, e la stragrande maggioranza degli insegnanti non siamo a casa prima delle 17, e a casa il nostro lavoro non si arresta. Ci sono le correzioni dei compiti, l’organizzazione delle lezioni e la preparazione dei programmi differenziati. Eppure non ci pagano 2000 euro al mese, né abbiamo scuole perfette come le vostre con i gerani che ricadano da finestre con doppi vetri, e tendine che fanno pendant con il tessuto delle poltroncine. È chiaro che io non le sto dando nessuna colpa. L’errore che ritengo utile precisare, è che non possono esserci due trattamenti diversi in un unico Stato. Non mi risulta ancora che ci sia un MIUR a regione autonoma, e non mi risulta nemmeno, che in Sicilia e Sardegna, abbiano questo trattamento. Non parliamo delle tasse che tutti pagano in Trentino Alto Adige, perché qui in Italia, ci sono persone che vanno al Monte di Pietà per pagare cartelle di Equitalia, bollette, mutui e tutto quello che è la nostra realtà quotidiana. Ora, mi domando, perché il vostro lavoro viene riconosciuto e il nostro no? Io sono una di quelle “madri assenti” perché, per assurdo, sono sempre a scuola. Però gratis. Quante volte non sono potuta andare ai colloqui per i miei figli perché avevo, io stessa, colloqui con i genitori. E anche noi abbiamo la formazione obbligatoria, sorveglianze, supplenze, colloqui, dipartimenti, progettazione, UDA. Le compresenze purtroppo non possiamo farle perché sono state tagliate insieme al tempo pieno. Il nostro lavoro sommerso è solo nostro, perché siamo professionisti e non potremo mai delegare all’improvvisazione il futuro dei nostri studenti. Ci sono scuole aperte fino alle 16,30 e fino alle 17, e poi si continua con consigli di interclasse e programmazione per la Primaria, oppure consigli e riunioni per la Scuola di I e II grado. Abbiamo un contratto scaduto da 8 anni, e non ci viene riconosciuta una preparazione che non ha nulla da invidiare alle Scuole di tutto il mondo. Non voglio parlare come al solito di carta igienica, di cartucce, di fogli per Pc, per materiali che portiamo a Scuola gratuitamente. Questo sembra sia ormai diventato “normale” per noi insegnanti italiani. Addirittura facciamo la colletta con i punti del Supermercato per avere qualche materiale in più. Forse dovremo fermarci a fare del volontariato, così paralizzando il nostro lavoro, forse, dico forse, acquisterebbe più valore. Probabilmente se timbrassimo un cartellino come nei pubblici uffici, ecco che allora, non verremo più derisi oppure giudicati in nome di sistemi scolastici che non hanno l’encomio dei politici e di un Governo che investe nella Scuola. Noi, Professor De Nardis, siamo in Italia.
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