DI CECILIA CHIAVISTELLI
Il paesaggio della Boemia del Sud con i suoi profili dolci, vallate dalle tante sfumature di verde, e distese di campi coltivati a grano che incorniciano mille spettacolari laghetti, conserva ancora tracce della scenografia a cielo aperto costruita dall’uomo nel periodo barocco.
Gran parte dei laghi sono artificiali, furono inseriti nel contesto dai paesaggisti dell’epoca che insieme alle piccole strade costeggiate da meli e robinie definiscono uno scenario idilliaco, che soddisfa il piacere dello sguardo e il gusto di vivere.
Alcuni laghi sono utilizzati per l’allevamento della carpa, il pesce d’acqua dolce più usato in cucina e, fritto, rappresenta ancora la portata natalizia tradizionale, almeno nella Boemia del Sud. Altri laghi sono luoghi di soggiorno estivo, con bungalow e camping, in compagnia di anatre, scoiattoli e cigni, dove è possibile la balneazione e brevi gite in barca, dal momento che le dimensioni sono esigue.
Le strade sono strette e mosse con curve repentine, talvolta larghe e morbidi dossi. A ogni curva si apre uno scenario diverso, con i laghi, dove i riflessi del cielo forano il paesaggio, mentre ai bordi crescono fitti alberi di melo carichi dei bei frutti rossi oppure verdi.
Nonostante l’intervallo di circa dieci lustri, dove ragioni politiche hanno cercato di cancellare le tracce storiche dell’identità boema omologandola a un progetto grandioso che riuniva diversi popoli con differenti realtà e origini, alcuni luoghi più conservati mantengono un fascino d’altri tempi.
Vi si riconosce l’idea, le caratteristiche del periodo culturale in cui tutto è stato pianificato. Il Barocco che ha trovato terreno fertile nell’architettura del paese ha investito anche la visione del panorama. Percorrendo le strade meno trafficate si percepisce il piacere, il gusto e lo sfarzo moderato, di un popolo che ha da sempre uno stretto contatto con la natura, vivendo delle ricchezze della terra, dei boschi e dei suoi doni.

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