DI NICOLA BORZI
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Nel mondo ci sono decine di milioni di persone che discendono da emigranti italiani. La stragrande maggioranza di questi erano, secondo le nostre classificazioni, emigranti economici. Mi fa specie pensare che ce ne siamo dimenticati.
Il Concilio Vaticano II (“Apostolicam actuositatem”) ammoniva: “Non si dia ai poveri a titolo di carità quanto a essi è già dovuto a titolo di giustizia”. Don Primo Mazzolari, anni prima, l’aveva messa così: “Su questa terra ci sarebbe un posto dignitoso per tutti gli uomini se le nostre mani fossero meno egoiste e rapaci, se i nostri piedi non pestassero più terra di quella che è necessaria”.
Credere di poter fermare chi fugge dalla povertà e dalla guerra continuando a depredarlo e a farlo oggetto di violenza è pura follia.
Dalla Libia Haftar bussa a denari, chiede 20 miliardi all’Europa per bloccare le frontiere nel sud del Paese e sbarrare la strada ai migranti. Io non so voi, ma io mi vergogno sin d’ora per i lager libici sostenuti dall’Italia. Ci manca solo di ingrassare personaggi come Haftar, che copia i ricatti di Erdogan. Con venti miliardi si può fare molto di meglio e molto di più in Africa per evitare che le persone si mettano in cammino, piuttosto che dare soldi a regimi marci.
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