DI GERARDO D’AMICO
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Il professor Lopalco ha ragione. Il tempo è una risorsa finita, nel senso che finisce e non torna indietro, bisogna impiegarlo bene. Moltissimi, lo impiegano anche per fare del bene, occupandosi degli altri in modo spontaneo e gratuito.
C’è però una certa differenza tra chiedere aiuto e far finta di averne bisogno. Nel secondo caso si sta abusando della disponibilità del prossimo, sottraendola inutilmente a chi potrebbe giovarsi, di quell’aiuto.
Venendo nello specifico, io sono contento che scienziati e medici di fama e meno o per niente noti ma fior di professionisti abbiano deciso di scendere in campo per difendere anche con l’informazione la salute pubblica: supplendo a quello che dovrebbe fare il Ministero, gli assessorati regionali alla Sanitá, la scuola.
Informare sulle patologie, come si combattono, la storia della medicina e la sua evoluzione, perché se qualche pazzo ha ripreso a mangiare la placenta o è convinto che le malattie esantematiche tutto sommato sono un bene e per niente pericolose è perché non ne conoscono la storia, gli effetti devastanti dispiegati anche in un recente passato.
Siamo arrivati a questo punto perché finora il campo della razionalità, della scienza, è stato occupato solo da sciamani, stregoni, fattucchiere e signore al microscopio del piccolo chimico: hanno raggiunto milioni di persone, sfruttando il web ed il passaparola, seminando dubbi, diffondendo notizie false su morti e danneggiati, attraverso pagliacci costituiti in associazioni hanno presentato denunce alla magistratura, costretto i giornali a far da cassa di risonanza ( un po’ per ignoranza un po’ perché gli faceva comodo, anche testate blasonate li hanno e continuano ad ospitarli). Gente che si sta arricchendo, sulla pelle di chi gli crede, vendendo fantomatici esami prevaccinali, omeopatia per disintossicarsi dai vaccini, terapie chelanti per guarire dall’autismo….
Ed è così che abbiamo avuto tre bambini morti a causa del morbillo, più di 4000 contagiati dall’inizio dell’anno. La metà finiti in ospedale, in condizioni serie.
Bene quindi hanno fatto questi professionisti della salute a spiegare, in modo ripetuto e dettagliato, ad ognuno che ha posto dubbi. Ma a tutto c’è un limite. Come giustamente dice il prof. In questo post che condivido, le truppe cammellate di gente scriteriata perché mette a rischio la vita dei figli e degli altri che non possono vaccinarsi sono pronte a postare centinaia di finte domande, sempre più tecniche, a citare studi che non hanno letto o che non hanno credito, a portare esperienze personali senza prove scientifiche.
Questa gente non ha dubbi da sciogliere, ma proprie follie da affermare: sono irrecuperabili, e vanno allontanati dal proprio tempo, bannandoli.
Agli altri, quelli che chiedono aiuto per davvero, bisogna regalarglielo, il poco che sappiamo, perché anche una sola persona che si convince a vaccinare e quindi a proteggere il figlio è una vittoria per l’intera comunità di cui facciamo parte.
Poi però affidiamoci a chi ne sa più di noi perché ha studiato, sta sul campo, ha esperienza: lo facciamo quando portiamo la macchina dal meccanico o quando saliamo su un aereo.
Il web, la lettura di un articolo o di un libro, non possono sostituire capacità e saperi che, malgrado le sciocchezze che dicono gli antivaccinisti, hanno protetto la nostra salute, facendoci arrivare ad una aspettativa di vita mai vista, nella storia dell’umanità. Io dico che possiamo fidarci.

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