DI NICOLA FRATOIANNI

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C’è una enorme questione generazionale che cova sotto la cenere della lunga crisi.
Lo diciamo da tempo e i dati continuano a peggiorare, in Italia più che altrove.
Disoccupazione altissima, precarietà cronica, stipendi più bassi del 30% rispetto a quanto guadagnavano i genitori, diritto allo studio negato e scarso valore dei titoli acquisiti, mancanza di certezza della pensione.
Un disastro di proporzioni gigantesche, tanto che i nuclei familiari a maggior rischio povertà sono quelli formati da under 35.
Si riparla di incentivi per le assunzioni dei giovani, ma non è questa la strada.
Bisognerebbe incominciare da un programma di istruzione garantita e gratuita, per tutti, per poi arrivare alla cancellazione della precarietà.
Questo sarà il punto da cui inizieremo noi.

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