DI FRANCESCO ERSPAMER
In una generazione gli stipendi dei giovani sono di media calati di quasi il 40% in reale potere d’acquisto; quelli dei laureati del 15% in dieci anni. Ma non a vantaggio, mettiamo, dello stato sociale: al contrario, anche i servizi pubblici sono peggiorati e comunque hanno subito pesanti tagli. Per non dire del fatto che il saccheggio delle risorse naturali si è intensificato ed è ormai insostenibile. Non solo in Italia: nell’Occidente in genere. In cambio i miliardari sono sempre più ricchi: otto individui posseggono la stessa quantità di beni di metà della popolazione mondiale e il numero dei milionari, arroganti, incapaci e privi di qualsiasi senso di appartenenza, si è moltiplicato. Personaggi come Briatore e Vacchi non sono più eccezioni: sono i vincenti.
Cos’è cambiato? Semplice, si è imposto il liberismo, si è imposta la globalizzazione. È evidente a tantissimi: si sta peggio. Eppure sono davvero pochi quelli che pensano che occorra cambiare tipo di sviluppo. Gli altri, poveri e futuri poveri, continuano a chiudere gli occhi, accontentadosi dei giocattoli di plastica che il potere rende desiderabili e poi concede; e bevendosi supinamente le menzogne diffuse dai media attraverso quei giocattoli. Uscire dall’euro? sarebbe la catastrofe! Finirla con la libera circolazione delle merci? populismo! Regolamentare la distribuzione impedendo ai monopoli di strangolare il piccolo commercio? impossibile! Difendere i diritti dei lavoratori e delle comunità? fascismo!
Purtroppo la Storia insegna che riforme e rivoluzioni non accadono quando la gente viene sfruttata o oppressa più brutalmente; l’umanità sembra avere un’infinita capacità di sopportare, piegarsi, rassegnarsi e di rivolte di schiavi ce ne sono state pochissime. Rivoluzioni e riforme avvengono solo quando una significativa minoranza esce dall’ignoranza e dalla superstizione, prende coscienza e si organizza, smettendola di accettare le favole del regime. Altro che turarsi il naso e continuare a votare Pd o FI perché le alternative sarebbero peggiori: qualsiasi alternativa è migliore di questa deriva, di questa ignavia.
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