DI ENNIO REMONDINO

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Scontri dopo la elezione contestata di Uhuru Kenyatta. Decine di morti certi. L’opposizione: “Cento vittime”. Fra di loro una ragazzina di 9 anni. Gli oppositori contestano i risultati elettorali e denunciano brogli.
Dieci anni fa, altre elezioni, scontri tribali con più di 1000 morti.

Uhuru Kenyatta è stato proclamato vincitore per un secondo mandato nelle elezioni presidenziali di martedì, ha stabilito ieri sera la Commissione elettorale, e subito nel Paese è esplosa la rivolta. Il leader dell’opposizione, ufficialmente sconfitto, Raila Odinga, non riconosce l’esito delle urne, dichiarandolo nullo, compromesso da brogli.
Almeno dieci le persone morte durante gli scontri che da ieri notte continuano in diverse parti del Paese e si teme che il bilancio possa essere molto più alto. Fra le vittime anche una bimba di nove anni. A denunciarne la morte il padre secondo il quale la figlia sarebbe rimasta uccisa da una pallottola vagante, stamane, durante gli scontri tra polizia e sostenitori dell’opposizione.
La polizia di Kisumu ha tagliato l’accesso al centro della città e nello slum di Kibera, mentre nella capitale, le forze di sicurezza hanno lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti. Le proteste stanno portando anche a saccheggi di abitazioni e aziende. “Ci sono negozi di Kikuyu (tribù a cui appartiene il presidente Uhuru Kenyatta) bruciati e saccheggiati”.
Medici Senza Frontiere attraverso il suo account Twitter segnala 19 feriti da ieri sera nel quartiere di Mathare (Nairobi). Ma l’opposizione parla del decesso di “un centinaio di persone innocenti”. Fonti mediche e di polizia hanno riferito dei decessi, in un clima che ricorda quello del 2008, quando gli scontri violenti tra vittoriosi e perdenti, anche allora lo sconfitto era Raila Odinga, portò a un bagno di sangue con centinaia di morti.
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http://www.remocontro.it/2017/08/12/kenya-scontri-la-rielezione-del-presidente/
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