DI ALESSANDRO FIORONI
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Medecins sans frontieres sospende l’attività di soccorso nel Mediterraneo. Lo fa parzialmente denunciando la decisione della Libia di istituire una sua zona esclusiva di soccorso in mare Sar, limitando l’accesso delle Ong in acque internazionali, e un “rischio sicurezza dovuto a minacce della guardia costiera libica”. Sarà dunque fermata la nave Prudence, mentre l’équipe medica di Msf continuerà a fornire supporto a bordo della nave Aquarius di Sos Mediterranee.
Che una nuova la tempesta nel mediterraneo si stesse avvicinando, lo si poteva capire dalla notizia dell’11 agosto proveniente da Tripoli. Le autorità libiche infatti avevano fatto sapere di aver istituito una propria zona di ricerca e soccorso (SAR) e soprattutto che avrebbero impedito l’accesso al largo delle coste libiche alle navi umanitarie. Il paradosso è stato che immediatamente il Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (Mrcc) di Roma ha avvertito urgentemente Medici senza Frontiere avvertendoli dei rischi di sicurezza insiti nelle dichiarazioni libiche.
MsF ha così deciso di sospendere le sue attività in zona SAR, anche se temporaneamente. La decisione riguarda la nave Prudence mentre l’equipe medica continua a lavorare sull’Aquarius di SOS Mediterranee in acque internazionali. Il presidente di MSF Italia Loris De Filippi ha spiegato che «se queste dichiarazioni verranno confermate e gli ordini attuati, vediamo due gravi conseguenze: ci saranno più morti in mare e più persone intrappolate in Libia. Se le navi umanitarie vengono spinte fuori dal Mediterraneo, ci saranno meno navi pronte a soccorrere le persone prima che anneghino. Chi non annegherà verrà intercettato e riportato in Libia, che sappiamo essere un luogo di assenza di legalità, detenzione arbitraria e violenza estrema».
De Filippi non ha mancato di far notare che «queste dichiarazioni giungono appena una settimana dopo l’annuncio del dispiegamento di navi militari italiane all’interno delle acque libiche, per aumentare la capacità delle guardie costiere libiche di intercettare migranti e rifugiati e riportarli in Libia. Per la Ong «i recenti sviluppi rappresentano un altro preoccupante tassello di un ambiente sempre più ostile per le operazioni salvavita di soccorso. Gli stati europei e le autorità libiche stanno attuando congiuntamente un blocco alla possibilità delle persone di cercare sicurezza. È un attacco inaccettabile alla vita e alla dignità delle persone».
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http://www.remocontro.it/2017/08/12/msf-sospende-lattivita-davanti-alla-libia/
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