DI CECILIA CHIAVISTELLI
La Boemia è costellata da tanti castelli che si innalzano impavidi e superbi nei luoghi più alti e più inaccessibili del territorio mentre i piccoli borghi sono nascosti tra le fronde degli alberi, un vecchio sistema protettivo per le case e gli abitanti dalle incursioni nemiche.
Piccole costruzioni basse, a pianta rettangolare chiusa dove le sole aperture verso l’esterno sono una per gli uomini e una, più grande, per gli animali e i carri. La suddivisione degli spazi interni, su cui si affacciano solitamente le finestre, è rigorosa. Un tempo la costruzione laterale era riservata alla vita e alle attività casalinghe, mentre gli spazi più grandi erano usati per gli animali e come granai.
Quello che rende interessanti queste fortezze a dimensione familiare sono la particolarità dell’architettura e i decori ornamentali che vi sono riportati sulla facciata principale, quella con le porte. Questo speciale stile viene denominato barocco rurale.
Curiosamente i simboli cambiano con il cambiare della posizione geografica.
Dopo anni di colpevole silenzio, ora, solo in lingua ceca, si possono visitare questi piccoli gioielli del barocco rurale e trovare, in uno spazio centrale, delle tavole descrittive con qualche cenno storico.
È stato stilato un elenco di 31 borghi suddivisi in tre grandi aree, la maggior parte definite patrimonio storico e artistico dall’Unesco. La suddivisione si basa sulle differenze semiotiche riportate sulle case. Ogni borgo ha la sua storia, ricostruita talvolta con piccoli lembi di notizie come quello di Plástovice, uno dei borghi più preziosi della Zbudovská Blat, insieme a Zbudov, a quindici chilometri circa da Ceskè Budejovice, capoluogo della Boemia del sud, e a un’ora circa di strada da Linz.
Zbudovská Blat è una pianura alluvionale che fino al Medioevo era coperta di paludi e acquitrini, e scarsamente popolata. Drenata l’acqua degli stagni il paesaggio si è trasformato in campi, prati e pascoli.
A pianta circolare, insolita, situato tra i laghi Plástovický e Volešek, costruito nel 1500, ha una popolazione stabile costituita da circa 90 persone, Plastovice ha origini tardo medioevali. La prima menzione scritta del paese è del 1360, come appartenente alla potente casata dei Rosenberg e al Castello Poděhusy. Successivamente passa come proprietà del castello Helfenburk e infine a Hluboká. Nel 1490 gli agricoltori ricevono il diritto di uso gratuito dei pascoli e prati. Ma nel 1859 dopo un grande incendio, il paese viene ricostruito totalmente assumendo le peculiarità attuali. Nel 1933 vivevano a Plástovice 270 abitanti e solo quattro anni prima era stato elettrificato.
Il villaggio conserva i tratti unici dell’architettura popolare boema del sud con specifici simboli, come le spirali ai lati della facciata, l’”occhio di Dio” e la balaustra con colonne. Le più famose costruzioni di Plástovice sono la fucina del maniscalco, del 1852, e la ricca tenuta del No. 1 con le fondamenta medioevali.
A Plástovice è ambientato uno dei più famosi romanzi di Karel Klostermann “Nebbie nella palude” del 1943 e anche il film omonimo mentre nel 1963 è stato girato il film “Tra noi ladri” ma sicuramente non ha oltrepassato la cortina di ferro. Il muro divideva anche la cultura.

 

Annunci