DI CHIARA FARIGU

Ma come non conosci Sarahah? Mi è stato chiesto più volte in questi giorni, è la App del momento. Lì per lì non ci ho fatto caso nè m’interessava la ‘novità’. Poi col passare dei giorni, anche tra i miei contatti, erano sempre più quelli che per ‘curiosità’, dicono, l’hanno installata e provata. E adesso ‘deliziano’ gli altri con gli screenshot degli insulti/proposte/apprezzamenti che ricevono in forma anonima. Perchè è proprio l’anonimato del mittente la ‘bellezza‘ dell’ultima diavoleria digitale. Quello che stimola la fantasia, che dà l’adrenalina nel tentativo di risalire all’autore di quei caratteri pensati per noi. Ai quali, ed ecco la 2^ peculiarità che la caratterizza, non è concesso diritto di replica.
Una app nata in Arabia Saudita per tutt’altre finilità (permettere ai dipendenti delle aziende di mandare messaggi sinceri ai propri datori di lavoro senza per questo essere oggetto di ritorsioni. Il suo nome Sarahah, in arabo, significa “franchezza”) che ha preso, come spesso accade, e per mano stesso degli sviluppatori che ne hanno consentito la promozione e quindi l’espansione, un’altra traiettoia. E ben altre proporzioni. Soprattutto dopo la versione studiata per gli smartphone.
Diventando in pochissimo tempo il giochino più o meno divertente da fare sotto l’ombrellone o nei momenti di pausa per oltre 14 milioni di utenti in tutto il mondo, cifra destinata ad aumentare. E’ attualmente la app più scaricata, utilizzarla è semplicissimo: basta crearsi un account, cercare il destinatario a cui inviare il messaggio anonimo, scriverlo e cliccare su invia. Divertente (forse) per chi lo scrive, meno per chi lo riceve, soprattutto se trattasi di insulti o di apprezzamenti poco lusinghieri. E perchè no minacce o violenza verbale.
Ed è su queste ultime che molti puntano il dito. La certezza dell’anonimato potrebbe spingere menti malate ad agire indisturbate una volta puntata la vittima da colpire. O alimetare casi di cyberbullismo, visto che Sarahah va per la maggiore soprattutto tra i giovanissimi. Non a caso si possono attivare filtri per parole offensive e altri se ne stanno studiando per evitare appunto che da “gioco” possa degenerare in altro e fare vittime innocenti.
Sarahah, sarà pure onesta … ma se la conosci la eviti. Come? Beh, intanto non installandola sul proprio smartphone. I leoni da tastiera contano sulla nostra curiosità per farci a brandelli, perchè facilitarli l’impresa?

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